digital-primitives-amenoblues-2Mercoledì 11 Novembre al Museo Tornielli ore 21,15 tornano i DIGITAL PRIMITIVES: Assif Tsahar sassofoni, Chad Taylor batteria, Cooper Moore strumenti a corda e fiato della tradizione afroamericana.

 

Ingresso: € 10
Informazioni: info@amenoblues.it – tel. +39 335 5957335

 

Qui sotto la recensione del concerto del 2011 di Mauro Zambellini:

“Mettete in una fredda e piovviginosa giornata di gennaio ad un’ora insolita (le cinque del pomeriggio) nella bellissima, antica e spartana cornice dello spazio museale di Ameno un trio come quello dei Digital Primitives che già nel nome prelude alla più stridente delle connessioni e avrete una esperienza musicale singolare, rara e affascinante. I Digital Primitives sono un trio formato dai newyorchesi Cooper Moore e Chad Taylor e dall’israeliano Assif Tsahar, suonano una sorta di avant-proto blues contaminato di jazz e musica etnica e creano paesaggi sonori immaginifici dove l’accettata distinzione tra semplice ed astratto, serio ed eccentrico, accessibile ed esoterico sembra artificiale e del tutto fuori posto. Il loro non è un concerto ma una performance di singolari trovate strumentali, assoli, armonie, pause estatiche, rarefazioni e simbiotiche esplosioni di energia che si susseguono in una musica che emerge da un profondo luogo dell’anima e si sviluppa come un trance mistico in cui ancestrale e avanguardia esprimono l’adattamento dello spirito umano al tempo.
Sono dissonanti e melodici, sperimentali e blues, allegri e misteriosi e hanno sul pubblico l’effetto di un mantra. Leader di questa strana creatura è Cooper Moore, allegro e simpatico direttore d’orchestra che si cimenta in una serie di strumenti uno più bizzarro dell’altro. Usa principalmente una sorta di basso-tubo elettrificato ad una corda che lui chiama twinger didley bow ma poi si destreggia anche con il flauto traverso, il mouth bow, un artigianale violino ad una corda che tiene tra la bocca e la mano e ha l’effetto di uno strumento berbero ed il banjo fretless. Non scherza nemmeno Assif Tsahar che oltre ad un sax usato in maniera assolutamente free tanto da sembrare un allievo di Anthony Braxton, fa vibrare l’ambyra un piccolo aggeggio dello Zimbabwe con lamella di ferro incastonate su una tavoletta di legno che libera dolci note a metà strada tra lo xilofono e l’arpa. L’unico “normale” è Chad Taylor che picchia con dinamismo la batteria prestatagli dall’organizzatore Roberto Neri su cui troneggia il logo della Stax. Un set tutto strumentale con titoli come Human Interface, Electric Garden, Money Mars, Misantropes,Refuge, Turn It Up esplicativi di una musica che pur definita da Cooper Moore come blues si muove in meandri dove i nostri sensi e le nostre percezioni smarriscono abitudini, certezze, informazioni conosciute. Ed è questo il bello del set dei Digital Primitives, salutato da un pubblico attento, caldo e numeroso, quello di sorprenderci, incuriosirci e farci perdere la strada di casa. Miracoli della musica.”

Mauro Zambellini