Un weekend travolgente ad Amenoblues 2015, tre serate consecutive senza un attimo di respiro

Giovedì 9 luglio una delle novità più interessanti della nuova scena blues nostrana, Fabrizio Canale, one man band con voce, chitarra, armonica e percussioni col pedale ha aperto lo straripante show di DWAYNE DOPSIE & THE ZYDECO HELLRAISERS, unica data italiana della band di New Orleans che partendo dalla tradizione dello Zydeco cucina un “gumbo” dove Blues, Jazz, Reggae, si mescolano in dosaggi sempre diversi e trascinano il pubblico a partecipare fisicamente alla performance. Grande successo, ovazioni e bis ripetuti: un assaggio del clima festoso di Bourbon Street e del Quartiere francese nella piazza di Ameno. Una settimana prima in Lituania 29.000 spettatori, ad Ameno 300: fra gli assenti come al solito i musicisti.

Venerdì 10 la piacevole sorpresa di Kyla Brox, cantante e flautista inglese che è passata brillantemente dai toni più sofisticati a quelli più aggressivi del Blues, accompagnata dai validissimi Pablo Leoni, Luca Giordano e dal marito bassista. Strepitosa la sua salita sul palco durante il concerto dei Latvian per una versione di “Rock me baby” che è stata una delle punte di diamante del festival. La LATVIAN BLUES BAND ha confermato, migliorandola, l’impressione lasciata nel 2012: energici, tecnicamente maturi, amalgama eccezionale e una gran voglia di divertire il pubblico.

Sabato 11 gran finale coi MANDOLIN BROTHERS, collaudata formazione di Roots music, che hanno svariato dal Blues al Country Rock dall’acustico all’elettrico sciorinando diversi strumenti e atmosfere musicali: una delle formazioni più solide della scena nostrana. Gran finale con NEAL BLACK, chitarrista texano ormai semiresidente in Francia, accompagnato da musicisti di livello eccelso: temevamo il solito professionista svogliato abbiamo in realtà assistito ad un gran concerto suonato con voglia e generosità: anche loro sono stati conquistati dal clima amichevole del festival, dalla bellezza del posto e ci hanno regalato momenti musicali entusiasmanti. veramente un gran finale!

Punti critici della rassegna: pochi spettatori ( una media di 250 a serata), pochi giovani e, come al solito, i musicisti nostrani gia’ imparati che perdono l’occasione di sentire come si suona il Blues.

Roberto Neri, direttore artistico

Di seguito la gallery con una selezione di  immagini
Foto di: Claudio Togni